I rimpianti di Dustin Hoffman: Federico Fellini

Gian Maria Volontè conserteIn un’intervista rilasciata a Il Venerdì, la star statunitense Dustin Hoffman racconta i suoi trascorsi nel cinema italiano. Parla del suo primo film da protagonista, Un dollaro per sette vigliacchi, anche noto come Il testamento di Madigan, una coproduzione italo-spagnola del ‘68 girato da Dan Ash (pseudonimo di Giorgio Gentili); e parla di Alfredo, Alfredo di Pietro Germi, ricordando i suoi colleghi di set: «Con Stefania (Sandrelli) lavorare era divertente, ma la ricordo un po’ bambina. Carla (Gravina), invece, divenne una mia cara amica, insieme al suo fidanzato, quel vostro attore eccezionale: Gian Maria Volonté (nella foto)».

Ma Hoffman parla anche dei suoi rimpianti. A chiedere di lui, in Italia, fu pure Federico Fellini: «Mi aveva offerto il ruolo che fu poi di Mastroianni in La città delle donne. Ma io gli chiesi se sarei stato doppiato e lui mi rispose: “Certo, come sempre nei miei film”. Rinunciai. Era un genio e avrei dovuto essere sul set con lui, anche a pronunciare numeri al posto delle parole. Del resto ho detto no due volte a Ingmar Bergman e tre a Steven Spielberg. Ho fatto tanti sbagli.»

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