FilmIdea è un progetto realizzato nell’ambito dell’Università di Salerno, che invita vari cineasti a confrontarsi con un pubblico di cinefili e, più in generale, studenti curiosi.
In pochi anni sono stati invitati maestri del calibro di Mario Monicelli, Ettore Scola, Ennio Morricone, Gianni Amelio, Giuseppe Bertolucci, Giuliano Montaldo, Giuseppe Tornatore, Dario Argento. E ancora Michele Placido, Carlo Croccolo, Renzo Rossellini, e Luciano Ligabue.
Quest’anno, invece, l’elenco degli invitati ha fatto alternare dietro la cattedra dell’aula delle lauree il musicista Nicola Piovani al grande attore Toni Servillo, il regista Bruno Bozzetto a Enzo De Caro, Luigi Lo Cascio a Maurizio Casagrande; quest’ultimo, assieme al regista cavese Pasquale Falcone, ha presentato il suo ultimo film, Non ci casco.
E ancora verrà il bravissimo PierFrancesco Favino, protagonista dell’ultimo film – tutto italiano – di Spike Lee (anche lui forse presente a FilmIdea).
L’ultimo incontro finora organizzato per quest’evento si è avuto con il maestro Carlo Lizzani, celebre regista di film come Celluloide, o Cronache di poveri amanti, con il merito tra gli altri di aver portato sullo schermo attori come Pasolini (in Requiescant e Il gobbo) e Dario Fo (ne Lo svitato). In realtà ultimamente ha avuto numerosi riconoscimenti anche per la sua professione di scrittore, e in particolare per il libro Il mio lungo viaggio nel secolo breve.
Alla domanda di uno studente, che gli chiedeva se si sentisse a suo agio più nei panni di regista o di scrittore, lui ha risposto dicendo che trova estremamente interessanti entrambe le professioni; poi però ha raccontato un aneddoto che gli era capitato: in un negozio di telefonia, dei ricercatori gli hanno chiesto se potevano fargli qualche domanda. Lui ha acconsentito, e loro gli hanno chiesto il nome. Il cineasta ha quindi loro detto di essere Carlo Lizzani, al che loro gli hanno chiesto la professione.
“Sono un regista!”, ha dichiarato Lizzani, mentre i ragazzi cercavano nel loro lungo elenco di professioni questo mestiere: purtroppo non c’era. Lizzani ha allora detto “Va bene, al limite segnatemi come sceneggiatore.” Ma purtroppo nemmeno questo mestiere era presente in lista. Per facilitare le cose, sono stati gli stessi ragazzi a dirgli “Guardi, scelga lei: la possiamo inserire in operatore culturale, oppure ci sarebbe coreografo/ballerino.”
“Una vita sprecata!”, ha simpaticamente concluso il regista, da poco vincitore del Davide di Donatello alla carriera, e che si appresta a vincere per la stessa categoria anche il Nastro d’Argento.
Una vita quindi sicuramente non sprecata, ma riconosciuta da due dei più famosi premi italiani, dopo che quello più importante, il Leone d’Oro del festival di Venezia, deve anche a lui la rinascita.