di Angelo Mozzillo
07/04/08

Che Capri sia magnifica non c’è bisogno di dirlo.
Che sia bella d’estate, col sole, in pantaloncini e occhiali da sole a bere caffè costosi in piazzetta, lo sanno tutti. Ma che sia bella anche d’inverno, con le nuvole gelose del sole e che sputano pioggia ogni paio d’ore, bisogna scoprirlo.
E credo sia stata anche questa tra le intenzioni del Capri Art Film Festival, il concorso per cortometraggi che ha saputo regalare un week-end emozionante e spensierato dedicato alla settima arte, fra vari ospiti cine-televisivi e i cortisti di ogni dove.
E proprio a questi ultimi, le cui opere hanno scandito il tempo giovedì e venerdì, rallentandolo di domenica per l’emozione della premiazione, va l’auspicio di un ottimo futuro in celluloide.
Quattro i cortisti premiati; chi per la migliore sceneggiatura – Aldo Rapè, con una commovente storia intitolata Sono in ritardo?; chi per la migliore regia – Daniele Santonicola, il giovane autore di un minuto e mezzo di sensibilità, con il corto Rewind; Roberto Palma, per il suo Noir Designer, corto di genere e lievemente psichedelico, si è meritato il premio del pubblico; infine il premio per il miglior corto, Crackers, a Salvatore Allocca, per l’ironia con cui ha trattato il tema del pregiudizio.
Tutti cortometraggi legati al tema della diversità, filo conduttore dell’intero festival, avvolto in una Capri che è essa stessa differente, senza folle di turisti e senza infradito in giro, ma comunque indifferentemente bella.